Cecilia Sala – Chora Media

Stories

News IT ↓ 1024 episodes

Spesso sono proprio le storie a spiegare nel modo migliore l’attualità e la realtà che ci circonda. E il mondo ne è pieno. In "Stories" andiamo alla ricerca di queste storie insieme a Cecilia Sala, che ci racconterà gli Esteri attraverso i suoi protagonisti, alcuni molto famosi, altri ancora da scoprire. “Stories” non rimarrà in una stanza, vi porterà in trasferta con Cecilia per scoprire sul campo quello che succede nel mondo: i contesti, le crisi e le buone notizie. "Stories" è un podcast di Chora News prodotto da Chora Media E' scritto da Cecilia Sala La cura editoriale è di Simone Pieranni...

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Cecilia Sala – Chora Media

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News

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Jul 10, 2026

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Episodes

Ep.598: Kamala Harris e la Palestina 24.07.2024

Oggi Netanyahu parla al Congresso degli Stati Uniti, Kamala Harris doveva essere in prima fila di fronte a lui, invece ha preso un altro impegno, un evento in Indiana. Anche perché, dicono da Washington, in questo momento non vuole ritrovarsi una clip sui social network in cui lei sorride o applaude il primo ministro israeliano. Ella Emhoff chiama la vicepresidente degli Stati Uniti “momala” – un...

Ep.597: In Bangladesh vincono gli studenti 23.07.2024

Lo slogan di Nahid Islam è: “no alle quote, sì al merito!”. Islam ha 26 anni, è laureato in sociologia e detesta il sistema di assunzioni pubbliche del suo paese. Il Bangladesh garantiva un terzo dei posti di lavoro statali ai familiari di chi aveva combattuto per l’indipendenza del paese nel 1971. Islam è a capo dell’organizzazione “Studenti contro le discriminazioni”, il gruppo che ha fatto part...

Ep.596: La panchina è finita per Kamala Harris 22.07.2024

La vita del vicepresidente funziona spesso così: non succede niente, vivi nell’ombra, finché quasi all’improvviso non succede tutto assieme. Dopo la carriera da procuratrice, senatrice, vicepresidente, e dopo l’endorsement di Joe Biden ieri sera: Harris potrebbe diventare la prima presidente donna degli Stati Uniti. Nel weekend Biden ha guardato un po’ di sondaggi Harris vs Trump: la sua vicepresi...

Ep.595: Il matrimonio dell’anno 19.07.2024

I festeggiamenti sono durati quattro mesi, sono costati 150 milioni di dollari, hanno intrattenuto 14 mila invitati. Il matrimonio è quello di Anant Ambani e Radhika Merchant – lui è il figlio dell’uomo più ricco dell’Asia. Alla serata finale c’era Kim Kardashian, c’erano Tony Blair, John Kerry e John Cena. C’erano Mark Zuckerberg e Ivanka Trump. C’era Bill Gates. C’erano pure Gianni Infantino e M...

Ep.594: I sudcoreani che si rinchiudono nella “Happiness Factory” 18.07.2024

Jin Young-hae si è reclusa volontariamente in una cella della Happiness Factory dopo che, da tre anni, suo figlio ha smesso di uscire dalla propria stanza. Il figlio è un hikikomori, la madre Jin voleva provare un’esperienza simile a quella in cui è immerso lui – l’autoesclusione dal mondo – per vedere se dopo sarebbe riuscita a capirlo, a parlarci. Anche Kwon Yong-seok, un ex procuratore che lavo...

Ep.593: La Silicon Valley per Trump 17.07.2024

Peter Thiel è un uomo che ha già vissuto molte vite: ha fatto l’avvocato, lo speculatore a Wall Street, il geniaccio della Silicon Valley. Ha guidato PayPal e il suo carisma è tale che un po’ tutti quelli che hanno lavorato con lui o gli girano attorno fanno parte di una cupola chiamata “PayPal Mafia”. Elon Musk, uno dei fondatori della piattaforma per pagamenti online, ne fa parte di diritto. Nel...

Ep.592: Gli israeliani hanno fatto novanta morti per una foto 16.07.2024

I servizi segreti israeliani hanno trovato una cosa rara, una foto recente di Mohammed Deif, il capo militare di Hamas dentro alla Striscia di Gaza. Secondo i servizi Deif si trovava dentro una villa nell’area di al Mawasi, nel sud della Striscia. Arrivata la conferma, Netanyahu ha dato il via libera. I jet israeliani sono decollati e hanno sganciato cinque bombe da novecento chili ciascuna contro...

Ep.591: Il quasi martirio di Donald Trump e le sue conseguenze 15.07.2024

L’esito delle presidenziali americane stava per essere deciso da un proiettile, arrivato a poco più di un centimetro dal cranio di Donald Trump. A sparare un ragazzino di vent’anni, forse l’unico al mondo a non avere i social: figlio di un terapista e di una assistente sociale, registrato come repubblicano, ha sparato con un AR-15 e con indosso una maglietta di un canale YouTube per appassionati d...

Ep.590: Cos’è il “Project 2025” per Donald Trump 12.07.2024

Il “Project 2025” è stato redatto da un think tank conservatore molto influente, l’Heritage Foundation, che ha una proposta per il programma di governo del secondo mandato di Trump. Per capirci il “Project 2025” sembra scritto da un Vannacci iraniano, vuole depotenziare le istituzioni indipendenti e proibire anche i porno. Trump gli augura buona fortuna, per Biden “distruggerà l’America”. Gli inse...

Ep.589: Fatima e il confine: il verdetto 11.07.2024

Abu Bakar e Fatmata sono marito e moglie, hanno 24 e 23 anni, sono della Sierra Leone. Hanno percorso assieme seimila chilometri, il Mediterraneo con loro è stato clemente. I problemi sono arrivati dopo, a Gevgelija in Macedonia del Nord. Al confine un poliziotto di frontiera spara a Fatmata e la uccide. Secondo Abu Bakar il poliziotto ha sparato senza alcuna ragione se non quella di fermare il su...

Ep.588: Viktor Orbán fa “il gatto sotto metanfetamine” 10.07.2024

In una manciata di giorni Orbán è stato in Ucraina, in Cina, in Russia, a Washington per il vertice della Nato. Ha coniato un nuovo motto per l’Unione europea che ha fatto scandalo: MEGA – “Make Europe Great Again”, una riedizione adattata dello slogan trumpiano. Orbán si sente o si finge il presidente dell’Europa e non avvisa i presidenti veri – Ursula von der Leyen e Charles Michel – delle sue m...

Ep.587: Contro i turisti 09.07.2024

A Barcellona i turisti accaldati sulla Rambla guardano con attenzione un corteo di manifestanti: non capiscono subito che quel gruppetto di contestatori ce l’ha proprio con loro, vuole cacciarli e usa delle pistole ad acqua. Il troppo turismo non è una novità, ma in alcune parti di mondo ha vissuto un’impennata quando è finita la pandemia, quando si poteva di nuovo volare e viaggiare dopo un perio...

Ep.586: La festa della sinistra francese che lascia senza fiato i lepenisti 08.07.2024

Da una parte la festa della sinistra nelle piazze. Dall’altra la delusione della destra nel suo quartier generale. Due immagini a specchio che raccontano l’esito del secondo turno delle legislative francesi. In mezzo alla felicità e alla delusione, chi ostenta sicurezza è Jean Luc Mélenchon: “Macron deve, ha l’obbligo, di chiamarci per governare”. Proprio lui, che odia ed è odiato dal presidente,...

Ep.585: “Il nostro voto è per rovesciare”. Come vanno le elezioni in Iran 05.07.2024

L’establishment della Repubblica islamica aveva fatto un calcolo sulle elezioni di oggi: aveva ammesso alla corsa un candidato riformista debole, Pezeshkian, e avevano immaginato che una piccola apertura per rendere il voto più competitivo avrebbe aiutato l’affluenza – considerata la misura della legittimità del sistema – senza pregiudicare le possibilità di vincere del candidato preferito. Alla f...

Ep.584: Starmer nel Regno Unito dopo 14 anni di governi conservatori 04.07.2024

Il leader del Labour britannico, Keir Starmer, ha fatto sei settimane di campagna elettorale con un vantaggio di 20 punti percentuali rispetto al suo rivale, il premier conservatore Rishi Sunak. Starmer viene da una famiglia della working class, la madre malata da sempre gli ha insegnato a resistere, la carriera da avvocato gli ha insegnato a rispondere colpo su colpo, e a studiare i dettagli. E q...

Ep.583: La confessione di una spia e di un ministro sui prigionieri palestinesi 03.07.2024

Ronen Bar è il capo del servizio segreto interno in Israele. Ha il destino segnato, perché ha ammesso le sue colpe per l’attentato del 7 ottobre e si dimetterà alla fine della guerra: non ha molto da perdere. Bar ha spedito una lettera al primo ministro Netanyahu e al ministro suprematista della Sicurezza, Ben Gvir. Bar scrive che i prigionieri palestinesi sono tenuti in condizioni così brutali ch...

Ep.582: Erdoğan dichiara guerra a 4 milioni di cani 02.07.2024

La Turchia è l’unico paese al mondo dove i randagi hanno un diritto formalmente riconosciuto ad abitare le piazze e le strade. Già ai tempi dell’impero ottomano gli animali senza un padrone venivano considerati un bene pubblico. I cani di Istanbul fanno parte del paesaggio urbano da secoli: di solito sono di taglia media, marroni o caffelatte, con le orecchie a triangolo all’ingiù e gli occhioni n...

Ep.581: Cosa fanno in Francia per evitare la vittoria della destra 01.07.2024

Il Rassemblement National, il partito di Marine Le Pen e di Jordan Bardella, ha vinto il primo turno delle elezioni legislative in Francia con circa il 33 per cento dei voti. Al secondo posto si è piazzato il Fronte popolare che unisce i partiti di sinistra. E al terzo la coalizione che fa capo a Emmanuel Macron. Ora per la sinistra e i macronisti la parola d’ordine è “desistenza”, cioè mettersi d...

Ep.580: Biden ha lo zero per cento di carica 28.06.2024

Il primo dibattito televisivo tra Donald Trump e Joe Biden è stato un disastro. E come tutti i disastri, aiuterà Trump. Da una parte c’era l’ex presidente condannato e sotto processo, che mente in continuazione. Dall’altra l’attuale presidente che in quest’occasione doveva mostrare la sua energia, e non ce l’ha fatta. “Insane vs. decrepit”, “un pazzo contro un decrepito”, è un dei commenti che ha...

Ep.579: Cosa c’entra un “baby shower” con le elezioni in Iran 27.06.2024

Domani in Iran si vota in elezioni straordinarie dopo che l’elicottero presidenziale su cui viaggiava Ebrahim Raisi, un mese fa, si è schiantato. Maryam Ghalibaf è la figlia di Mohammed Bagher Ghalibaf, candidato conservatore. Lui a diciannove anni andò a combattere contro le truppe d’invasione di Saddam Hussein nella guerra dell’Iraq contro l’Iran, è diventato un comandante dei pasdaran e ha già...

Ep.578: Putin ha un’ossessione per i libri ucraini
 26.06.2024

Serhii Polituchniy è il direttore della Faktor Druk, che da sola produce un terzo dei libri ucraini. Il 23 maggio i russi hanno lanciato due bombe contro la grande stamperia della Faktor a Kharkiv: hanno ammazzato sette persone, cinque lavoratrici e due lavoratori. Hanno distrutto i macchinari e hanno appiccato il fuoco ai grandi rotoli di carta e ai volumi: sono bruciati 83mila libri. Già in altr...

Ep.577: Cosa sognano (di notte) gli ucraini 25.06.2024

Uno dei sogni ricorrenti nell’Ucraina del 2024 è questo: stai dormendo nel tuo letto e immagini che sia appena partita la sirena di allarme che anticipa un bombardamento. Ti svegli e non sai dire con certezza se quel rumore lo hai sentito per davvero oppure lo hai soltanto sognato. Per sicurezza ti metti i pantaloni e le scarpe, che tieni sempre pronte vicino ai piedi del letto, e corri giù in can...

Ep.576: A 70 metri da una bomba russa a Kharkiv 24.06.2024

Sabato un bombardamento russo ha mirato a un quartiere residenziale subito fuori dal centro della seconda città più grande dell’Ucraina. Il sabato pomeriggio è un momento in cui c’è più gente in giro del solito. La scena dopo l’esplosione era questa: i vetri di tutti gli edifici attorno al punto di impatto in mille pezzi, una donna in mutande e reggiseno e il collo sporco di sangue in bilico al te...

Ep.575: Oggi ci sono 24 concerti a Kharkiv 21.06.2024

Il 10 maggio era cominciata una nuova invasione russa verso Kharkiv, ma per il momento è stata respinta e a giugno i bombardamenti contro la città, la seconda più grande d’Ucraina, sono diminuiti: a maggio erano in media 17 alla settimana, adesso sono in media due alla settimana. Nel bunker più grande della zona si festeggia la maturità: si canta, ma si ricordano anche i caduti. Gli abitanti sono...

Ep.574: Uno scrittore ci spiega com’è cambiato l’umore ucraino dopo due anni di guerra 20.06.2024

Andriy Kurkov è uno scrittore, vive a Kyiv e da due anni e mezzo con i suoi articoli tiene un diario temerario delle cose di cui non si parla mai. Non scrive dei posti che chiudono o vengono distrutti, ma di quelli che aprono. Non racconta le persone che scappano ma quelle che tornano. Kurkov scrive “il diario della sopravvivenza” perché “sono un nemico dei fatalisti”. Da scrittore si sente invest...

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