Giuseppe Cocco
Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta
PENISOLABELLA l'Italia raccontata da Giuseppe Cocco Borzone de Signorio Sabelli, divulgatore geografico, storia e storie dei viaggiAutori del Grand Tour, per conoscere l'Italia minore con la M maiuscola, più grande giardino emozionale diffuso. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support .
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Episodes
L'avvocato dei contadini da «Baroni e contadini» di Giovanni Russo 27.11.2025 22:56
Ottobre 1954 In che modo i comunisti siano riusciti a conquistarsi la simpatia, e, spesso, la fiducia dei contadini meridionali, legati a tradizioni religiose umane opposte alla ideologia che si rappresentano, l'ho potuto capire a Potenza dove ho conosciuto il signor Laus organizzatore contadino e dirigente dell'Associazione dei Contadini del Mezzogiorno. Laus è di Rionero, un paese del Vulture,...
San Rocco e il mago da «Baroni e contadini» di Giovanni Russo 26.11.2025 11:32
Ottobre 1954 La processione di San Rocco dura quasi sei ore. Comincia verso le 17 e solo alle 21.30 passa per il corso dove la folla si schiaccia ai muri delle case. La statua si ferma ogni mezzo metro per permettere ai fedeli di fare le offerte. Un uomo del Comitato prende dalle mani del devoto il biglietto o lo raccoglie al volo, lanciato da una finestra e da un balcone e lo appunta, con uno spi...
La città dei fratelli da «Roma fuggitiva» di Carlo Levi 26.11.2025 10:21
Me ne andavo quest'oggi lentamente, quasi oziando, con la mia automobile, per i viali di Villa Borghese: facevo un lungo giro per evitare il centro della città, dove la circolazione, rivolgendosi contro se stessa, in quelle ore ristagna, come un fiume gonfio che porta rottami, detriti, terra e tronchi d'albero che si radunano a trattenere la furia e che, contro quello ostacolo che esso stesso ha c...
Il labirinto da «Roma fuggitiva» di Carlo Levi 25.11.2025 9:02
Si sentiva, oggi, a Roma al primo svegliarsi, nell'aria, nella città, nelle cose, il segno di un mutamento improvviso. Il caldo brillante del sole aveva per la prima volta una qualità particolare, adulta, matura, priva di brividi interni, del freddo nascosto come un'angoscia giovanile nel tepore luminoso dei giorni precedenti. Era piombata dal cielo l'estate. Il verde era ancora primaverile, ma g...
Il paese degli americani da «Baroni e contadini» di Giovanni Russo 25.11.2025 44:46
Agosto 1954 Il Vallo di Diano, venendo col treno da Sicignano, si spalanca inaspettatamente dopo la stazione di Polla: fino ad all'ora si è percorsa una zona collinosa che, pur essendo di colori meno spenti, fa pensare alle Montagne Lucane. Ma la diversione della ferrovia porta in un paesaggio diverso: una vasta pianura coltivata da alberi di frutta, erba medica, grano, una terra feconda e ricca...
L'inventore di Salerno da «Baroni e contadini» di Giovanni Russo 24.11.2025 24:21
Dicembre 1951 Il Circolo Sportivo è, a Salerno, in Via Roma, la strada che separa in due la città: da una parte il porto, il lungomare, i grandi palazzi pubblici, dall'altra i quartieri «popolari» delle Fornelle e dei Barbuti, con i vicoletti che si diramano dall'antico corso, Via Mercanti, stretto e tortuoso, dove i negozi si aprono l'uno accanto all'altro e la gente si urta passando. Il circolo...
Un ragazzo che rubava autoradio a piazza Navona da «Roma fuggitiva» di Carlo Levi 23.11.2025 11:56
Una camionetta verde della polizia sta ferma in mezzo a Piazza Navona, strana su quel selciato difeso tutto attorno da uno scalino che lo riserva alle corse dei ragazzi, al volo intatto delle parole e dei richiami alla luce è chiusa incantata del sole, come in una valle tra i monti, alla lenta contemplazione. Sta ferma tutto il giorno, di fianco alla fontana, al cavallo, al leone di pietra che be...
La marrana e il morbillo da «Roma fuggitiva» di Carlo Levi 20.11.2025 7:59
Fino a non molti anni fa, Roma era ancora una città chiusa in un deserto pastorale, fatto di campagna solitaria, di distese bruciate, di ondulazioni giallastre, di paludi e di boschi. La città finiva improvvisa e cominciava la campagna antica, popolata di greggi: una natura naturale, piena d'incanto, di silenzi ed insidie. Questa natura si è allontanata tanto che a stento la si può raggiungere o...
Gli ebrei di San Nicandro da «Baroni e contadini» di Giovanni Russo 20.11.2025 34:29
Maggio 1951 La ferrovia che da Gioia del Colle porta a Gravina attraversa un paesaggio brullo e malinconico. Gli orti, gli agrumeti, i filari di alberi da frutta, che si succedevano senza intervalli, lungo la costa, fino a Bari, hanno ceduto il posto, nell'interno, ha una terra da cui affiora una pietra grigia e porosa come quella della pomice. Con queste pietre i contadini hanno costruito murett...
Il calzolaio di Gravina da «Baroni e contadini» di Giovanni Russo 18.11.2025 33:25
Maggio 1951 La ferrovia che da Gioia del Colle porta a Gravina attraversa un paesaggio brullo e malinconico. Gli orti, gli agrumeti, i filari di alberi da frutta, che si succedevano senza intervalli, lungo la costa, fino a Bari, hanno ceduto il posto, nell'interno, ha una terra da cui affiora una pietra grigia e porosa come quella della pomice. Con queste pietre i contadini hanno costruito murett...
Calcio e letterati da «Roma fuggitiva» di Carlo Levi 18.11.2025 8:02
L’influenza avvolge la città di Roma come una bruma sottile di tiepide goccioline di sudore: un'influenza leggerissima, quasi inesistente, una febbretta che se la misuri scompare, una stanchezza che non sai se venga di dentro o di fuori, dal tempo incerto e mutevole, dalla fatica o dalla minuscola epidemia; una sorta di noia, o disgusto che non sai se venga dallo spirito e dalla moda letteraria de...
I giocattoli giapponesi da «Roma fuggitiva» di Carlo Levi 17.11.2025 10:08
Col passare degli anni, le feste, le grandi feste collettive, devono apparire, a chi invecchia, sempre meno gradevoli e tollerabili, sempre più obbligatorie, rituali e conformistiche, sempre più prive, fino a mancarne del tutto, di quell’aria di attesa e di speranza, di quel piacere dell'azione comune e dell'occasione, di quel vago immaginare degli incontri e delle scoperte, che gli rimangono solt...
Le bandiere di San Severo da «Baroni e contadini» di Giovanni Russo 17.11.2025 27:00
Maggio 1951 San Severo è un paese vasto, intersecato da lunghe strade, che si aprono tra file di case costruite senza una precisa architettura. Si è esteso, come tutti i paesi del Tavoliere, senza una regola. Conta 50.000 abitanti. I proprietari e in genere il ceto medio, impiegati e commercialisti, abitano quasi tutti al centro. Nei «riali», che si prolungano fino all'estrema periferia, sono le...
Il colcos di Pocaterra da «Baroni e contadini» di Giovanni Russo 15.11.2025 20:41
Marzo 1950 Tonini è un contadino padovano di una quarantina d'anni. Parla con quel dialetto stretto che usano nelle campagne venete e, anche quando si esprime in italiano, pronuncia le parole con una cadenza canterellante. È seduto sul muricciolo dinanzi al magazzino del consorzio a Borgo Sabotino, uno dei sedici borghi dell'Agro Pontino, che porta come tutti gli altri il nome di un campo di batta...
Le tarme da «Roma fuggitiva» di Carlo Levi 14.11.2025 11:57
In nessun luogo come a Roma, forse, si lanciano dalle finestre, dalle terrazze, dai tetti, al finire dell'anno, tanti oggetti, che, fracassandosi sui selciati, simboleggiano il male, e il massimo dei mali: il tempo. Non li si gettano con la distaccata abitudine rituale di altrove, ma come una specie di ferocia diretta e quasi di personale violenza, che non si sa se sia rivolta piuttosto contro gl...
Incontri in Calabria da «Baroni e contadini» di Giovanni Russo 14.11.2025 26:52
Gennaio 1950 La stazione Le tappe del mio viaggio nel Crotonese sono contrassegnate dalle lunghe soste alle stazioncine disseminate lungo la ferrovia. Mi passano dinanzi agli occhi le facce del capostazione di Cassano, di quello di Pietrapaola e di quello di Strongoli. Bisognerebbe scrivere la storia di questi eremiti moderni. D'inverno un vento forte che viene dal mare batte le costruzioni isola...
Sostanza e accidente da «Roma fuggitiva» di Carlo Levi 13.11.2025 11:02
Ci sono al mondo delle cose che appaiono meravigliose, tanto più quanto lontane dalla nostra abituale esperienza; e che, per via delle coincidenze, o permanenze, e accostamenti tanto evidenti quanto imprevedibili, fanno chiara la verità. Venerdì scorso avevo passato gran parte del pomeriggio immerso nei libri di Stendhal, occupato come ero a finire urgentemente un saggio-prefazione per la traduzi...
Dopo la festa da «Roma fuggitiva» di Carlo Levi 12.11.2025 13:56
Così, le Olimpiadi sono finite, e anche Roma ritorna alla vita di ogni giorno, come tutte le città e i villaggi e le campagne, dove non c'è stata, dove non c'è mai vacanza dal lavoro e dal bisogno. I giochi sono stati uno spettacolo bellissimo da ogni punto di vista: colori di pace, bandiere, forza, giovinezza, affascinante misura della potenza ai limiti dell'uomo. Sono stati uno spettacolo così b...
La gerarchia del latifondo da «Baroni e contadini» di Giovanni Russo 12.11.2025 24:03
Gennaio 1950 A Isola Capo Rizzuto è possibile cogliere l'articolazione sociale ed economica del latifondo calabrese, scrutare gli intricati rapporti che legano gli uomini alla terra. Qui la proprietà non ha subito nessuna di quelle frane che si sono verificate in altri paesi del Crotonese, ed è ancora legata ai vecchi nomi baronali dei Baracco, dei Berlingieri, dei Galluccio, dei Gaetani, che cont...
Un paese solitario da «Baroni e contadini» di Giovanni Russo 11.11.2025 24:02
Dicembre 1949 Le stazioni della linea ferroviaria Sibari-Crotone portano i nomi di paesi invisibili, nascosti fra le curve dell'Altopiano. Pietrapaola è una di questi paesi, a sessanta chilometri da Crotone, e la sua stazione è uno dei tanti piccoli dadi disseminati lungo la ferrovia in aperta campagna, di fronte al mare deserto da cui i gabbiani volano a volte fino a terra a mescolarsi coi passe...
Un bambino che vola da «Roma fuggitiva» di Carlo Levi 11.11.2025 14:29
Sotto il sole tardo dell'estate, anche la vecchia faccia di Roma è cambiata. Allegri e bandiere si muovono al vento, e le insegne, o gli stemmi, le bande, le strisce, le stelle, le falci, i martelli, i soli, le mezze lune, i colori di tutte le nazioni; e un popolo di atleti si accampa, alcuni bellissimi, i campioni armoniosi e sereni, molti comuni gli aspetto, simili agli uomini di tutti i giorni...
San Lorenzo e San Paolo da «Roma fuggitiva» di Carlo Levi 10.11.2025 10:50
Pesa l'estate con nubi giallastre di caldo nel cielo greve, che un vento alto, africano, trascina e disperde: poi, improvvise, mutano le correnti dell'aria, e un fresco subitaneo sopraggiunge, come una vitale contraddizione. Roma sta, assolata, imbandierata, fracassata, trasformata in un labirinto senza filo, sotto quelle ventate transitorie, in attesa delle Olimpiadi, della gente di ogni colore...
Don Giovanni e il lotto da «Baroni e contadini» di Giovanni Russo 10.11.2025 27:39
Agosto 1949 A chi viene dalla via Stella Polare, ai margini di Napoli, dove sono larghi spiazzi ripuliti delle macerie delle case distrutte, Borgo Loreto appare come un quartiere orientale col suo agglomerato di catapecchie da cui emerge il campanile della chiesa della Madonna del Carmine. In una via di Borgo Loreto, che era durante l'occupazione uno dei quartieri più malfamati di Napoli, mi aspe...
Il risveglio di Napoli da «Baroni e contadini» di Giovanni Russo 08.11.2025 26:37
Agosto 1949 Il dottor E.G. appartiene alla buona società napoletana. È un giovane intelligente che dirige un importante ufficio della città. È iscritto al circolo dei canottieri e ogni domenica assiste alla partita di pallanuoto che ha luogo nello specchio di mare di Santa Lucia, vicino alla Bersagliera e a Zi’ Teresa, tifando per il suo club. Talvolta, quando il lavoro glielo permette, si reca a...
La luna nuova da «Roma fuggitiva» di Carlo Levi 08.11.2025 8:27
Le immagini passano presto, svaniscono nell'ombra della memoria, quando, ogni giorno, altre le raggiungono e vi si sovrappongono, in un fluire tutto pieno, come le acque compatte e sempre nuove di un fiume rapido e tumultuoso. Ma quella della notte del 13 settembre, dove tuttavia nulla avvenne che potesse essere visto con gli occhi, non si nasconderà nella nuvola del tempo. Fu una notte commovent...
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