Giuseppe Cocco

Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

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PENISOLABELLA l'Italia raccontata da Giuseppe Cocco Borzone de Signorio Sabelli, divulgatore geografico, storia e storie dei viaggiAutori del Grand Tour, per conoscere l'Italia minore con la M maiuscola, più grande giardino emozionale diffuso. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support .

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Giuseppe Cocco

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Jul 11, 2026

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Episodes

La farmacia dell'anima da «Il filo infinito» di Paolo Rumiz 13.04.2025

San Gallo, Svizzera  Anche a San Gallo i rondoni hanno organizzato un concerto. Vorticano a centinaia attorno alle torri gemelle della Cattedrale, planano sulla piazza con le ali aperte a crocifisso, ci sfiorano, sembrano impartire alla folla della domenica una fulminea benedizione, poi si impennano e, sparando nuove raffiche di trilli, si addensano in un'unica nube per sfrangiarsi nuovamente. Que...

Capitolo 3 - La Topolino fa rotta verso Sud da «L’Italia in Topolino» di Stanley Williams 12.04.2025

Nelle settimane successive la Topolino si fece impaziente.  Dopo la gita a Bagnoregio mi capitò uno di quei periodi di totale immersione nello studio che mi hanno afflitto per tutta la vita e sui quali ora ho un maggior controllo. Non usiamo la Topolino se non per raggiungere punti della città come il Pincio e Trinità dei Monti. Sì, forse era meglio lasciare Roma per qualche settimana. Alle otto d...

La macchina di luce da «Il filo infinito» di Paolo Rumiz 11.04.2025

Mariemberg, Sud Tirolo Quando il rintocco di mezzogiorno scatta sul grande orologio di Marienberg in fondo alla Val Venosta, in cima al torrione sopra il chiostro, un cigolare punteggiato di ticchettii si impossessa dell’edificio e si propaga di bosco in radura sul pendio che fronteggia le Alpi di Otz ancora bianche di neve. È un rumore meccanico antico, sorprendente per chi si è assuefatto al sil...

Capitolo 2 - La Topolino a Roma e in Umbria da «L’Italia in Topolino» di Stanley Williams 10.04.2025

Non dimenticherò mai quelle escursioni verso le cittadine umbre arroccate sulle colline: i verdi campi di orzo, i colli rivestiti di vigneti e oliveti, il delicato profilo dei boschi distanti. Nelle piazze la gente sedeva ai tavolini dei caffè oppure passeggiava chiacchierando come solo gli italiani sanno fare. Lungo le strade incontravamo donne forti, erette, piene di salute che portavano in capo...

Il trillo di Dio da «Il filo infinito» di Paolo Rumiz 09.04.2025

Muri Gries, Sud Tirolo Sull’Adige le nebbie si sono dissolte, le Alpi sono folgorate da un sole inatteso. Il gomitolo si srotola. Canto guidando, e Irene mi vien dietro. Ludwig Paulmichl, il mio editore in lingua tedesca, mi ha indicato il monastero di Muri Gries in mezzo alle vigne del Sud Tirolo, dove padre Urban Stillhard, un monaco svizzero, fa l’organista e impartisce lezioni alla scuola di m...

Capitolo 1 - Incontro con la Topolino da «L’Italia in Topolino» di Stanley Williams 08.04.2025

Vi racconto quello che è capitato a me. Ci eravamo appena sistemati a Roma, quando Mary Lee mi disse: “Dobbiamo comperare una piccola automobile. A primavera prendiamo la via Appia e, attraversando l’Umbria, arriviamo a Siena, Firenze e infine a Venezia”. Preoccupante. Odio comperare e vendere, inoltre, considero i viaggi in automobile superiori ai trenta chilometri dei veri supplizi. Fu un moment...

La pazienza del gomitolo da «Il filo infinito» di Paolo Rumiz 07.04.2025

Viboldone, Lombardia Il secondo registro sonoro di questa sacra peregrinazione è il rombo degli atterraggi su Linate. I jet che sorvolano uno dopo l’altro l’abbazia femminile di Viboldone e la sua robusta chiesa medievale di mattoni rossi, piantata in mezzo a un prato che una volta era campagna e oggi  è periferia di Milano. Pare che tutto il peggio della modernità si coalizzi contro quest’isola d...

Introduzione di Attilio Brilli - Lui, lei e la Topolino da «L’Italia in Topolino» di Stanley Williams 07.04.2025

La struttura narrativa è una delle più collaudate e flessibili che si possano immaginare, e così il genere letterario: chi non conosce almeno un esemplare di diario di viaggio in Italia di qualche milordino britannico, dama francese o poeta tedesco? I protagonisti del nostro viaggio sono dunque una coppia di americani - Stanley T. Williams e Mary Lee - che si regalano, a conclusione di un periodo...

Luppolo e incenso da «Il filo infinito» di Paolo Rumiz 05.04.2025

Sankt Ottilien, Germania A Monaco ho un amico italiano che fa l’astrofisico. Ha saputo della mia intenzione di incontrare l’abate Wolf, e poiché l'abbazia è dalle sue parti si è offerto di accompagnarmi. Il luogo ha un bel nome desueto, Sankt Ottilien, a meno di cento chilometri dalla città. Frugando nella storia del monaco si son fatte alcune scoperte, tra cui un filmato dove l’ex abate generale...

Roma: secondo giorno da «Viaggio in Italia» (1924) di Dietrich Bonhoeffer 05.04.2025

Devo dire che il distacco da Napoli non mi è pesato molto avendo in vista Roma; era sufficiente solo pensare a Roma per ridurre al minimo la tristezza perciò che lasciavo.  Non potevo dire se era questo o quello che mi riportava indietro in maniera così irresistibile; e anche se avessi detto: «San Pietro», non sarebbe comunque stata la chiesa; no, era tutta Roma che si lascia riassumere nella mani...

Tripoli da «Viaggio in Italia» (1924) di Dietrich Bonhoeffer 03.04.2025

Solo brevi accenni, perché altrimenti sarebbe veramente troppo.  Subito, l'inizio, incontrato un fotografo di Stoccarda. Ci siamo accampati nel primo albergo della città, il «Patria», un marco a notte. Il nostro arrivo era annunciato sul “Corriere di Tripoli".Passeggiata in città. Il giorno dopo oasi per il mercato del venerdì. La sera abbiamo conosciuto due soldati austriaci, con i quali in segui...

Felicità del perimetro da «Il filo infinito» di Paolo Rumiz 03.04.2025

Praglia, Veneto Il vecchio monastero dorme nelle brume d’inverno, ancorato come un bastimento all’ultimo dei Colli Euganei sulla pianura. Un gallo chiama l’alba oltre i bastioni perimetrali, come se scavasse il buio col becco, e il canto penetra nel labirinto dei chiostri, nelle cripte, nei magazzini, nella biblioteca. Fa freddo. Vago per un lungo corridoio, finché il ciabattare dei monaci diretti...

Sicilia da «Viaggio in Italia» (1924) di Dietrich Bonhoeffer 30.03.2025

Cari genitori!  Oggi, dopo un bel viaggio in mare da Napoli, siamo arrivati qui. Il mare, tuttavia, ha preteso il suo tributo, ma per fortuna solo verso la fine del viaggio in un batter d'occhio ci ritroviamo seduti tra le palme sotto un cielo azzurro con una bella vista sul mar Mediterraneo e sul Monte Pellegrino. La tua lettera, cara mamma, l'abbiamo ricevuta e ti ringraziamo molto. Solo non pre...

Bologna, dieci mesi dopo da «Il filo infinito» di Paolo Rumiz 30.03.2025

Tempesta di neve in Appennino. Circolazione ferroviaria in tilt. Verso le tre del pomeriggio arrivo alla stazione di Bologna per prendere un treno per Milano e vedo la paralisi di una nazione. Un piemontese con valigetta ventiquattrore ringhia guardando il muro con gli occhi spenti: “Siamo degli imbecilli. Pensiamo che queste cose succedano solo al Sud. E invece ...” Il film prosegue come da copio...

Viaggio in Italia nell'anno 1924 da «Viaggio in Italia» di Dietrich Bonhoeffer 29.03.2025

Partenza da Berlino la sera del 4 aprile. Cari genitori! Dopo un viaggio di 44 ore, ma bello come in una favola, siamo arrivati oggi alle 2.00 a Roma. Da Innsbruck abbiamo avuto tempo splendido. Durante una sosta a Bologna, abbiamo fatto una passeggiata di due ore in città in compagnia di un teologo cattolico. Qui è primavera, prati verdi e mandorli. Incontrato Axel. Domani al Colosseo e al Foro....

Norcia, aprile 2017 da «Il filo infinito» di Paolo Rumiz 27.03.2025

Dopo le rovine dei paesi non si videro più uomini e la montagna si fece aspra e solitaria. Eravamo intimiditi e taciturni, incerti se il nostro andare avesse il filo delle ore, dei secoli o delle ere geologiche. Fu dall’orlo della conca di Castelluccio che ci apparve Norcia, novecento metri più in basso.“Sembra Aleppo”, sentii dire da un indigeno della botta tremenda sulla città. Uscimmo sulla pia...

Considerazioni conclusive da «Viaggio in Italia» (1924) di Dietrich Bonhoeffer 25.03.2025

Il fatto che la letteratura italiana su Bonhoeffer assegni di solito una notevole importanza al viaggio Romano dello studente diciottenne non può, evidentemente, stupire: esso viene frequentemente incluso nel dossier sul «Bonhoeffer catholicus», non sempre senza qualche forzatura.  La lettura attenta del diario e delle lettere mostra che, in effetti, diverse esperienze spirituali e osservazioni, q...

Un «protestantesimo romano»? da «Viaggio in Italia» (1924) di Dietrich Bonhoeffer 25.03.2025

Il diario di Bonhoeffer ignora la presenza protestante a Roma, per quanto riguarda sia le chiese sia la Facoltà teologica valdese, vicino a piazza Cavour. Questo silenzio sul «protestantesimo romano» conosce un’unica eccezione. Nel pomeriggio del 29 maggio, un giovedì, festa dell’Ascensione, il giovane entra nella sede di «una piccola setta», dove assiste a un battesimo. Si tratta della Chiesa eva...

Il fascismo del cattolicesimo romano da «Viaggio in Italia» (1924) di Dietrich Bonhoeffer 25.03.2025

Anzitutto, naturalmente, San Pietro: i due giovani visitano la basilica già poche ore dopo essere giunti a Roma. Quello con la grande basilica è un vero e proprio dialogo, che costituisce in un certo senso il filo rosso del soggiorno romano di Dietrich, nel centro simbolico del cattolicesimo egli cerca le chiavi interpretative per entrare in un mondo spirituale che gli è estraneo, ma che, lo si ve...

In dialogo con la Roma antica da «Viaggio in Italia» (1924) di Dietrich Bonhoeffer 25.03.2025

L’affermazione di Plutarco, «Il grande Pan è morto», è falsa: questa è la prima impressione di Dietrich, il giorno dopo il suo arrivo, di fronte al Colosseo. Al di là della comprensibile fascinazione nei confronti di uno spettacolo unico al mondo, tante volte sognato e immaginato attraverso le riproduzioni, la solenne affermazione mantiene un certo sapore di ingenua sentenziosità. Se VUOI puoi cli...

Roma, aprile-maggio 1924 da «Viaggio in Italia» (1924) di Dietrich Bonhoeffer 25.03.2025

Il 6 aprile 1924 è un giorno speciale per Dietrich e Klaus: è il primo interamente trascorso a Roma, con la mattinata dedicata alla contemplazione del Colosseo e dei Fori. Anche per l’Italia è un giorno speciale. Si svolgono le elezioni politiche. Mussolini è al potere da due anni e si presenta alle elezioni con una lista che comprende anche esponenti di altri partiti: l’obiettivo è liberarsi defi...

Conclusione della «Nota storica sulla Calabria» di Auguste de Rivarol 24.03.2025

La Calabria è un paese aperto da tutte le parti; i re di Napoli si erano preoccupati poco di difenderla. Non vi sono porti degni di tal nome in questa provincia. Eppure Carlo V aveva circondato Crotone di inattaccabili baluardi. Scilla e Amantea erano difesi dalla loro stessa posizione e dai loro castelli. Gli antichi abitanti si erano molto meglio difesi in Calabria; ciò era in linea col sistema...

Temperatura, epidemie da «Nota storica sulla Calabria» di Auguste de Rivarol 24.03.2025

Abbondano in Calabria le paludi e i terreni incolti. Le piane sono infestate nella stagione calda da vapori pestilenziali, e lavoratori poco previdenti vi contraggono molto spesso le febbri malariche e la morte. Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE tutti i podcast di «Nota storica sulla Calabria»  https://penisolabella.blogspot.com/2025/03/audiolibro-nota-storica-sulla-...

Prodotti, commercio, agricoltura da «Nota storica sulla Calabria» di Auguste de Rivarol 24.03.2025

Se le Calabrie avessero occupato di più l’attenzione del governo napoletano, se gli obiettivi fossero stati perseguiti, l’industria vi avrebbe preso uno slancio più vivo e queste province farebbero oggi la prosperità del Regno. Se la Sicilia era il granaio dei romani, la Calabria analogamente, ha lo stesso suolo, lo stesso clima, gli stessi prodotti. Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui so...

Carattere, costumi, insurrezione da «Nota storica sulla Calabria» di Auguste de Rivarol 24.03.2025

I costumi, il carattere delle nazioni, hanno, come la natura, le loro epoche, le loro rivoluzioni. Il tempo porta di volta in volta la celebrità e la dimenticanza degli imperi. La Calabria, un tempo patria delle arti, dove i sapienti della Grecia avevano le loro scuole e che era abitata dal popolo più colto d’Europa, è oggi l’asilo dell’ignoranza e della superstizione. Poco gelosi della loro origi...

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