Giulio Cavalli

La Sveglia di Giulio Cavalli

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Dal lunedì' al venerdì, ogni mattina, la sveglia per il quotidiano La Notizia. E poi le letture. E tutto quello che ci viene in mente. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support .

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Giulio Cavalli

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Jul 11, 2026

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Episodes

Occhi su Gaza, diario di bordo #145 11.02.2026

Il cessate il fuoco continua a produrre bollettini. Dall’11 ottobre, a Gaza, i morti contati dopo la firma dell’accordo sono 586, i feriti 1.558. I numeri arrivano mentre i raid proseguono a intermittenza nel centro della Striscia e a Rafah, sempre spiegati come “risposte a violazioni”. La tregua resta una formula, la realtà un referto. Intanto Israele sposta il baricentro. Mentre Gaza brucia a ba...

Occhi su Gaza, diario di bordo #144 10.02.2026

Rafah funziona a intermittenza. Due giorni di stop, poi un varco contingentato, poi di nuovo l’attesa. Le evacuazioni sanitarie passano “a tranche”, poche decine alla volta, mentre migliaia restano in lista. La tregua si misura così: con un cancello che decide chi respira e chi aspetta. È il quadro degli ultimi tre giorni, raccontato dalle agenzie e confermato sul terreno, dove l’uscita dalla Stri...

Occhi su Gaza, diario di bordo #143 07.02.2026

La tregua continua a esistere come parola, mentre a Gaza resta un gesto amministrativo. Un permesso, una linea, un varco che apre e richiude. «Where is the ceasefire? Where are the mediators?», chiede Mohamed Abu Selmiya dall’ospedale al-Shifa. La domanda arriva mentre i reparti continuano a riempirsi. Da ottobre, dall’entrata in vigore del cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti, il ministero...

Occhi su Gaza, diario di bordo #142 06.02.2026

A Gaza, nelle ultime ventiquattro ore, conta altro. Contano i corpi che tornano, le corsie che si riempiono, i cieli che restano attivi. Al complesso medico di Al-Shifa arrivano 54 corpi e 66 casse con resti umani e organi. Il trasferimento avviene tramite il Comitato internazionale della Croce Rossa, lo conferma il ministero della Salute di Gaza. È una consegna amministrativa, dicono. In realtà è...

Occhi su Gaza, diario di bordo #141 05.02.2026

A Rafah anche oggi si entra e si esce a ore, Le evacuazioni mediche previste sono state annullate all’ultimo momento, con i pazienti già pronti e le ambulanze in attesa. Il collasso funziona così: la sopravvivenza diventa un permesso revocabile. L’Organizzazione mondiale della sanità parla di oltre 18.500 persone nella Striscia che necessitano di cure specialistiche indisponibili sul territorio. I...

Occhi su Gaza, diario di bordo #139 03.02.2026

Rafah riapre. Così dicono le agenzie. Poi si leggono le righe sotto il titolo e il quadro si restringe. Il valico funziona a intermittenza, con numeri ridotti e criteri selettivi. Rientrano donne, bambini, anziani. I malati gravi, quelli con i nomi già trasmessi all’OMS per evacuazioni urgenti, passano da un altro varco, Kerem Shalom. La “riapertura” esiste, ma resta controllata, fragile, facilmen...

Occhi su Gaza, diario di bordo #138 31.01.2026

I numeri sono diventati ingestibili e quindi la propaganda è caduta. L’IDF “accetta” il bilancio delle vittime fornito dal Ministero della Sanità di Gaza perché non ha più margine per negarlo. Non perché sia improvvisamente affidabile. Perché è già vecchio. Chi racconta questo genocidio sa bene che i numeri ufficiali arrivano sempre in ritardo rispetto alla realtà. Arrivano quando i corpi sono sta...

Occhi su Gaza, diario di bordo #137 30.01.2026

Rafah oggi è un atto politico concreto. È il punto in cui il potere si esercita senza bisogno di proclami. Il valico resta formalmente aperto al transito delle persone, mentre sulle merci si consuma una trattativa che riguarda quantità, tempi, autorizzazioni. Nelle ultime 24 ore fonti israeliane hanno fatto filtrare l’ipotesi di ridurre i camion degli aiuti dagli attuali circa 600 al giorno a 200,...

Occhi su Gaza, diario di bordo #136 29.01.2026

Rafah “riapre”, dicono. Ma la cronaca resta fuori. Israele ha ribadito davanti alla Corte Suprema che, anche con il valico operativo, i giornalisti stranieri non entreranno a Gaza. La motivazione è sempre la stessa: sicurezza. È una parola che funziona come un interruttore. Si accende per chiudere gli accessi, si spegne quando serve giustificare quello che accade sul terreno. Così la guerra contin...

Occhi su Gaza, diario di bordo #135 28.01.2026

Hanno paura di una parola. Non di un gesto, non di una protesta, non di un disordine. Di una parola detta su un palco. La vicenda Ghali racconta l’Italia meglio di qualunque dichiarazione ufficiale: la censura preventiva elevata a valore civile, il silenzio imposto presentato come buona educazione. Il ministro Abodi parla di “rispetto”. Dice che la cerimonia d’apertura dei Giochi è costruita in mo...

Occhi su Gaza, diario di bordo #134 27.01.2026

Nel buio a est di Gaza City tornano le esplosioni. Le immagini che circolano nelle ultime ore mostrano demolizioni di abitazioni civili già svuotate, quartieri cancellati mentre la parola “tregua” continua a essere spesa come copertura. La tregua resta nei comunicati, la distruzione resta sul terreno. Dentro questo scenario si muore anche senza bombe. Mohammad e Suleiman Al Zawaraa avevano 14 e 13...

Occhi su Gaza, diario di bordo #133 26.01.2026

La chiamano “linea gialla”. Avrebbe dovuto essere una convenzione tecnica ma alla fine è la sindone della ferocia israeliana. È diventata un confine mobile che avanza. Le immagini satellitari raccontano blocchi di cemento piazzati decine e poi centinaia di metri dentro Gaza City, nuove fortificazioni che riscrivono la mappa senza dichiararlo. La linea resta “gialla” solo nel linguaggio; nella prat...

Occhi su Gaza, diario di bordo #132 24.01.2026

A Davos si costruisce il plastico. A Gaza si brucia plastica per scaldarsi. È il contrasto che regge tutta la giornata e rende superfluo ogni commento aggiuntivo. Mentre il Board of Peace si presenta come laboratorio del “dopo”, a Khan Younis le famiglie rovistano tra i rifiuti per accendere un fuoco che tolga il gelo dalle ossa. Lo raccontano le agenzie senza aggettivi, come se fosse un dato di c...

Occhi su Gaza, diario di bordo #131 23.01.2026

Davos accende i riflettori e spegne i corpi. Il Board of Peace nasce così: firma solenne, fotografie di gruppo, rendering patinati di una “Nuova Gaza” affacciata sul mare. Sullo schermo scorrono mappe e promesse, nella Striscia restano tende sfondate dal vento e macerie che cedono sotto il peso dell’inverno. La pace come evento, la guerra come contesto permanente. I nomi siedono al tavolo e fanno...

Occhi su Gaza, diario di bordo #130 22.01.2026

Nel “Board of peace” promosso da Donald Trump per Gaza siede Benjamin Netanyahu. Un premier ricercato dalla Corte penale internazionale viene accolto come interlocutore legittimo di un tavolo che si autodefinisce di pace. È un fatto politico, prima ancora che simbolico. Ed è il punto da cui partire. Giorgia Meloni resta fuori. Non per un’improvvisa cautela morale, non per una svolta sul genocidio....

Occhi su Gaza, diario di bordo #129 21.01.2026

La ruspa entra nel compound ONU a Gerusalemme Est con la stessa calma di un atto d’ufficio. L’operazione viene presentata come sequestro legale, privo di immunità, inserito nelle prerogative dello Stato. L’UNRWA parla di violazione del diritto internazionale e di attacco diretto alla propria missione. Il risultato resta visibile: la presenza delle Nazioni Unite nei Territori occupati viene ridotta...

Occhi su Gaza, diario di bordo #128 20.01.2026

La chiamano pace, la presentano come governance. In realtà è un consiglio di amministrazione. Il Board of Peace per Gaza nasce senza palestinesi e con un requisito chiaro: l’ingresso passa da un contributo miliardario. La pace diventa una quota. La ricostruzione un investimento. La rappresentanza un dettaglio sacrificabile. Nello statuto circolato nelle ultime ore, il Board assegna seggi permanent...

Le ragioni del no. Alessandro Barbero. 19.01.2026

Spiegato semplice. Da spiegare a tutti. #LaSveglia per La Notizia Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support .

Occhi su Gaza, diario di bordo #127 17.01.2026

Da Washington arriva l’appello che piace ai titoli: «continuate a protestare», «prendete le istituzioni», «l’aiuto è in arrivo». Lo firma Donald Trump, rivolto all’Iran, con il linguaggio dell’insurrezione legittima e il vocabolario dei diritti. È una voce che promette protezione morale prima ancora che politica. Nelle stesse ore, a Gaza, la cronaca resta muta. I medici parlano di bambini feriti,...

Occhi su Gaza, diario di bordo #126 16.01.2026

La chiamano “fase due”. La pronunciano da Washington con il tono neutro dei comunicati, come se fosse una pratica amministrativa. Smilitarizzazione, governance tecnocratica, ricostruzione. Una commissione tecnica, mediatori regionali, una nuova architettura di sicurezza. Gaza trasformata in un dossier. Nelle stesse ore, a Gaza crollano case già ferite. Piove su muri che non reggono più, il vento s...

Occhi su Gaza, diario di bordo #125 15.01.2026

A Gaza la tregua si misura con il vento. Nelle ultime ventiquattr’ore le raffiche hanno strappato tende, fatto crollare muri già lesionati, sepolto famiglie che vivevano sotto ripari di fortuna. Un bambino di un anno è morto per ipotermia. Almeno quattro persone sono state uccise dal cedimento di pareti improvvisate. Le agenzie parlano di “maltempo”, l’Onu di centinaia di tende distrutte. È il voc...

Occhi su Gaza, diario di bordo #123 13.01.2026

A Davos si prepara un tavolo. Nome solenne: Consiglio per la Pace. Presidenza annunciata, delegazioni, un direttore già indicato, una prima riunione con badge e foto ufficiali. Si parla di amministrazione transitoria, di comitati tecnocratici, di stabilizzazione. Parole che pesano poco quando scendono a terra. Nelle stesse ore, a Gaza, il terreno restituisce un’altra grammatica. Colpi all’alba, fe...

Occhi su Gaza, diario di bordo #122 10.01.2026

A Gaza la parola “tregua” continua a funzionare solo nei comunicati. Sul terreno, nelle ultime ventiquattro ore, restano almeno tredici morti sotto i raid israeliani, cinque bambini. Una tenda per sfollati colpita nel sud, una casa distrutta nella parte orientale di Gaza City, bombardamenti tra Jabalia e Khan Younis. I luoghi sono sempre gli stessi, cambia soltanto il conteggio dei corpi. Intanto...

Occhi su Gaza, diario di bordo #121 09.01.2026

La chiamano tregua. A Jabalia, ieri, la tregua ha il corpo di una bambina di undici anni colpita da un proiettile mentre stava fuori casa. È successo a ovest del campo, area Al-Faluja. Da quando il cessate il fuoco è entrato in vigore, dicono le cifre diffuse dalle autorità sanitarie locali e riprese dalle agenzie internazionali, i morti palestinesi sono centinaia. La parola resta la stessa, il co...

Occhi su Gaza, diario di bordo #120 08.01.2026

Rafah resta chiuso. Un valico trasformato in leva politica: se una salma non viene restituita, il confine non si apre. Il messaggio passa dai canali ufficiali israeliani e diventa subito pressione negoziale. Nel frattempo, sul terreno, la vita continua a cedere per dettagli che dettagli non sono. A ovest di Gaza City una tenda crolla, un muro improvvisato cede, una donna muore tre giorni dopo il m...

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