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DIPINGERE LA VITA. IMMAGINI DEL QUOTIDIANO NELLA PITTURA EUROPEA DAL RINASCIMENTO AL SETTECENTO
Per secoli l’arte è stata una questione di santi, di eroi e di nobili in posa. Questo podcast si sofferma sul momento in cui i pittori hanno finalmente iniziato a guardare quello che avevano davanti agli occhi: la vita vera. Ripercorriamo questa rivoluzione partendo dalla precisione quasi ossessiva dei maestri nordici per arrivare allo “schiaffo di realtà” di Caravaggio, fino ad approdare alla sobria verità del Settecento lombardo. È la storia di come gli ultimi rappresentanti del popolo siano usciti dall’ombra per prendersi, definitivamente, il centro della scena. (Powered by Jellypod)
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Jul 6, 2026
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Episodes
13 - All’alba del realismo: Giacomo Ceruti e la verità degli ultimi 06.07.2026
Con Giacomo Ceruti la pittura approda a una verità che non accetta più compromessi. Il popolo viene strappato dai margini per diventare il centro assoluto della storia. Dalla Lavandaia al ciclo di Padernello, Ceruti spoglia l’arte da ogni filtro per mostrarci l’uomo nella sua essenza più nuda: mendicanti, portaroli, orfanelle e calzolai acquistano così un peso monumentale che buca la tela e arriva...
12 - L’officina della realtà: la Lombardia tra Sei e Settecento 06.07.2026
Tra Sei e Settecento la Lombardia diventa una vera e propria officina dove la pittura inizia a sezionare la realtà. Dalla densità tattile di Monsù Bernardo alla vitalità chiassosa del Todeschini, il centro della scena è occupato stabilmente dagli ultimi. Ma è con Pietro Bellotti che avviene lo strappo definitivo: la miseria non è più un aneddoto buffo, ma una condizione umana nuda e cruda.
11 - Cronache dei bassifonti: i bamboccianti 06.07.2026
L’energia chiassosa e disordinata delle strade romane. Pieter van Laer e i suoi seguaci documentano la Roma “minore” tra calche, osterie e venditori ambulanti, sfidando i canoni del bello ideale.
10 - L’intimità del quotidiano: Pieter de Hooch e Johannes Vermeer 06.07.2026
L’apoteosi dell’interno borghese olandese. Pieter de Hooch costruisce la geografia dell’ordine domestico e dei cortili, mentre Johannes Vermeer distilla la luce e il tempo, trasformando i gesti di serve e cucitrici in epifanie del visibile.
09 - L’impassibile verità del silenzio: i fratelli Le Nain 06.07.2026
Mentre la Francia di corte celebra il classicismo solenne, i fratelli Le Nain portano in scena la rivoluzione silenziosa del mondo contadino. Nelle loro tele scompare lo scherno e subentra una gravità quasi sacrale. Non c’è ricerca di pietà o commiserazione, ma un silenzio monumentale in cui persone comuni ci fissano con una fierezza che non ha nulla da invidiare ai principi.
08 - La dignità del poco: Diego Velázquez e Bartolomé Esteban Murillo 06.07.2026
Nel Siglo de Oro spagnolo, la rappresentazione del quotidiano smette di essere uno scherzo e acquista una nobiltà solenne, quasi sacrale. Tra bodegones e scene picaresche, la vita vera conquista il centro della scena, senza più il reale bisogno di filtri satirici o caricature. Se Diego Velázquez sa dare a una vecchia che frigge le uova la stessa dignità monumentale di un sovrano, qualche decennio...
07 - Ombre e taverne: i caravaggeschi 06.07.2026
Il caravaggismo europeo nei suoi aspetti più laici. È il trionfo di musici, cartomanti, giocatori di carte e bevitori da osteria. La realtà viene indagata attraverso il contrasto tra luce e ombra, passando dallo spirito di Bartolomeo Manfredi alla malinconia esistenziale di Valentin de Boulogne, dalle atmosfere a lume di candela dei maestri di Utrecht alla forza viscerale di Jusepe de Ribera.
06 - La strada entra nel tempio: Caravaggio 06.07.2026
Il momento di rottura totale. Michelangelo Merisi porta la strada, la sporcizia e i piedi nudi dei pellegrini fin sopra gli altari, rivoluzionando la storia dell’arte attraverso capolavori memorabili, come la Vocazione di san Matteo e la Morte della Vergine.
05 - La rivoluzione vien mangiando: Annibale Carracci 06.07.2026
La svolta verso una semplicità più moderna. Nel suo Mangiafagioli Annibale Carracci elimina il grottesco per restituire l’immediatezza di un’istantanea fotografica ai gesti del vivere comune.
04 - I pittori della fame: Vincenzo Campi e Bartolomeo Passerotti 06.07.2026
L’Italia scopre la “scena di genere”. Tra i Mangiatori di ricotta di Vincenzo Campi e i Macellai di Bartolomeo Passerotti, il cibo e i mercati diventano protagonisti di un racconto della realtà più carnale e spietato.
03 - L’epopea contadina: Pieter Bruegel il Vecchio e il teatro del mondo 06.07.2026
La pittura esce dai palazzi e scende nei campi e nelle strade. Con Peter Bruegel, le sagre, i proverbi e il lavoro agricolo diventano il palcoscenico di un’umanità corale e pulsante, specchio della vita collettiva del Cinquecento.
02 - Il torchio e la strada: Albrecht Dürer e la democrazia delle immagini 06.07.2026
La rivoluzione delle stampe. Come Albrecht Dürer, attraverso l’incisione, ha avviato quel processo di democratizzazione della visione del quotidiano, rendendo tale immagine un documento accessibile all’intera Europa.
01 - La lente fiamminga: Jan van Eyck e Robert Campin 06.07.2026
Il punto di partenza è il nord Europa, dove nasce l’attenzione analitica al reale. Con il Ritratto dei coniugi Arnolfini di Jan van Eyck, la casa diventa per la prima volta uno spazio da osservare al microscopio. Il passaggio dal simbolo al documento domestico, la casa come microscopio, come ricordano anche le opere di Robert Campin.
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