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Il Rosso e Il Nero

Business IT ↓ 231 episodi

Il podcast settimanale de “Il Rosso e il Nero”, la rubrica di strategia d’investimento a cura di Alessandro Fugnoli, Strategist di Kairos. Per non perdere tutti gli aggiornamenti di Kairos, iscriviti alla sezione Approfondimenti del sito www.kairospartners.com

Autore

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Categoria

Business

Sito del podcast

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Ultimo episodio

10 lug 2026

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Episodi

LA ROTAZIONE BLOCCATA. Il riaccendersi del conflitto nel Golfo mette i mercati in attesa 10.07.2026

I rischi geopolitici non vengono prezzati, ma esistono. I soldi vogliono comunque restare sull’azionario, perché la crescita è forte. Il malessere sull’AI incoraggia la diversificazione, ma vanno privilegiate destinazioni che non risentano di un’eventuale ripresentarsi della crisi energetica.

QUANTO È FORTE IL DOLLARO. il ribilanciamento ha avuto qualche successo, ma dovrà continuare 03.07.2026

La forza del dollaro ha dalla sua il parziale successo dei dazi, ma è temporanea. La guerra commerciale è ora tra Europa e Cina, ma dovrà per forza chiudersi con un compromesso. Il renminbi, nonostante i problemi cinesi, rimane strutturalmente la valuta più forte.

QUATTRO MESI. Il petrolio vale come prima della guerra, tutto il resto è cambiato 26.06.2026

Perché il dollaro rimane forte anche a guerra finita? Perché l’oro ha continuato a scendere? Perché Wall Street è salita per due mesi e si ferma proprio adesso? E’ tempo di rotazioni, in attesa di capire meglio quello che sta accadendo nell’AI.

LITIGIO IN FAMIGLIA. Una Fed divisa lascia spazio ai mercati 19.06.2026

Non avendo la forza per tagliare i tassi di policy, Warsh e Bessent cercano di fare scendere quelli a lungo, decisivi per i mutui. Perché Warsh, come a suo tempo Greenspan, vuole che i mercati riprendano a pensare con la loro testa e non con quella della Fed.

COSTRUTTIVI, NONOSTANTE TUTTO. Crescita e utili tengono, alla fine è questo che conta 12.06.2026

La correzione dei mercati azionari è più che dovuta, ma non si trasformerà in un’inversione di tendenza. La crescita, trainata dagli investimenti in AI, non è in discussione e le stime sugli utili per il 2026 e il 2027 non si conciliano con un bear market.

L'AI VISTA DAI BOND. Una relazione più complessa di come potrebbe sembrare 05.06.2026

L’AI genererà probabilmente disinflazione a medio termine, ma nel breve crea inflazione. Per Warsh sarà difficile giustificare i tagli con l’AI in un quadro di piena occupazione e di disavanzi pubblici sotto controllo ma elevati.

IL PARCO GIOCHI. Operatività degen, yolo, fomo e ultraspeculazione ultraseria 29.05.2026

Si fa più mirata la corsa ai titoli dell’intelligenza artificiale. Il coinvolgimento del retail ricorda la dinamica dei meme stocks dei tempi del Covid, ma con molto maggiore maturità e consapevolezza. Un peccato, se si mantiene la dovuta prudenza, voltare le spalle al fenomeno.

RES EXTENSA. Le materie prime come diversificazione e opportunità 22.05.2026

Sale la tecnologia e sale il petrolio, ma nei portafogli la prima è ben rappresentata, mentre il peso dell’energia è ridotto. Abbinare i due settori può essere in realtà una buona diversificazione.

IL TEMERARIO. Perché il rialzo azionario prova a sfaldare tutto e tutti 15.05.2026

Inflazione, crisi energetica e possibili rialzi dei tassi non preoccupano molto le borse, concentrate sugli utili e sulle prospettive dell’AI. Dopo hyperscalers e memorie, si apre ora il ciclo della fotonica, nel quale è presente anche l’Europa.

IMPERO DI MEZZO. La centralità della Cina nella guerra e nella corsa all'AI 08.05.2026

Sarà a Pechino che Trump e XI troveranno una via d’uscita al conflitto nel Golfo? Intanto l’AI cinese avanza, ma continua ad avere valutazioni molto più basse di quella americana, che si cinesizza nel suo modello di business.

IL DESTINO DELL'INFLAZIONE. Che cosa prevarrà tra scarsità e sovrapproduzione? 04.05.2026

Molti fattori strutturali spingono l’anno prossimo, una volta passati gli effetti della crisi energetica, verso la disinflazione. I fattori politici (disavanzi, tagli dei tassi in America) e climatici (El Nino) andranno però nella direzione opposta.

IL BLOCCO. La bella istantanea e la nebbia sulla prossima fase 24.04.2026

I mercati si concentrano sull’unico scenario certo, il presente, e vedono una netta prevalenza di fattori positivi. Il quadro è però molto fluido e induce a considerare l’acquisto di protezione per i portafogli.

A CHE PUNTO ERAVAMO. Che ne è di quello che ci preoccupava prima della guerra? 17.04.2026

Il conflitto ha fatto apparire secondari i problemi che angustiavano i mercati in precedenza e ha rivelato una resilienza imprevista in molti settori, tra cui quello energetico. Ora bisogna però che la guerra finisca davvero. 

GLI EFFETTI DELLA GUERRA. Il boom inflazionistico incontra la stagflazione 10.04.2026

Perché l’azionario recupera quasi tutto mentre i governativi lunghi restano indietro. I sussidi dei governi sull’energia conterranno l’inflazione ma peseranno sui disavanzi pubblici. La Cina riesce a mantenere invariati gli approvvigionamenti di petrolio e conferma la strategia della pazienza verso Taiwan.

QUANTO COSTA LA GUERRA. Mezzo punto in più di inflazione e in meno di crescita 07.04.2026

La buona tenuta dei mercati azionari e obbligazionari permette ai governi di contenere il costo del debito e non genera, se non in misura limitata, un effetto ricchezza negativo che comprimerebbe i consumi.

UN QUADRO COMPLESSO. Quanto è giustificata la tenuta dei mercati? 27.03.2026

Tra Taco e trattative, le borse non vogliono pensare a un conflitto prolungato. Le scorte di greggio sono ampie, ma mal distribuite. Scottate dall’inflazione degli anni scorsi , le banche centrali scelgono, almeno come narrazione, una linea di fermezza.  Le ragioni della debolezza dell’oro.

STATI DELLA TREGUA. Tra pace e guerra molti possibili esiti intermedi 20.03.2026

Non spendere subito tutto lo spendibile in protezione, ma attrezzarsi per un conflitto che potrebbe allungarsi e non avere necessariamente vincitori e vinti ben definiti

I DUE FRONTI. Mercati ancora calmi, ma resta il nodo di Hormuz 13.03.2026

E’ importante che i mercati mantengano la calma, ma non ci sarà pace finché il controllo di Hormuz rimarrà iranano. La pace potrebbe richiedere tempi lunghi e per ora.nella gestione dei portafogli, è opportuno rimanere sulla difensiva.

SMETTO QUANDO VOGLIO. Guerra all’Iran, i rischi della overconfidence 06.03.2026

Probabilmente la guerra non sarà lunga, ma lo scenario di coda di un conflitto che si cronicizza e di una minicrisi energetica inducono, per ora, a non approfittare dei modesti ribassi azionari.

I TRASCURATI. AI, certo, ma c'è anche dell'altro 27.02.2026

Gli aspetti disinflazionistici dell’AI, la nuova Fed di Warsh, il raffreddamento dei consumi e la perdita di slancio dell’azionario favoriscono la parte lunga della curva americana. Ma è proprio vero che l’AI porta solo deflazione?

TRENI, AEREI E AI. Dopo euforia e paura, si intravvede l’equilibrio 20.02.2026

Sotto la superficie apparentemente immobile, l’azionario corregge gli eccessi e riporta ordine nei valori relativi. Saranno alla fine i bond e l’Asia a trarre vantaggio dall’AI?

MINIERE. Petroliferi e alta tecnologia, stessi multipli: è giusto? 13.02.2026

I mercati mettono in discussione la solidità finanziaria dei progetti legati all’AI. Presto ne metteranno in discussione anche la redditività. Non è un addio al settore, ma un arrivederci. Nel frattempo c’è tutto un mondo su cui investire.

OBSOLESCENZA. Diamanti, oro, case, tecnologia, nulla è per sempre 06.02.2026

Ripiegati su se stessi, i mercati mettono tutto in discussione. Tornano i dubbi sul dollaro, ma affiorano anche quelli sul debasement. Sottosopra la tecnologia. Succede quando le valutazioni sono elevate, ma non ci sono seri motivi per sgonfiarle.

LA STRANA FUGA. Tutto fuorché America, un anno dopo 30.01.2026

Diversamente dal 2025, non è la stagflazione ma il surriscaldamento a tutti i costi a indurre i mercati a prendere le distanze dal dollaro. E in borsa ci sono di nuovo dubbi sull’eccezionalismo tecnologico americano. 

FEBBRE. Il legame tra fragilità geopolitica e surriscaldamento del ciclo 23.01.2026

Il 2026 si apre con le migliori premesse per l’inflazione e la crescita. Attenzione però alla geopolitica, ai disavanzi pubblici, alle politiche industriali sempre più invasive e alle valutazioni elevate. Rimanere investiti, ma controllare bene i rischi legati alla volatilità.

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