Cecilia Sala – Chora Media

Stories

Spesso sono proprio le storie a spiegare nel modo migliore l’attualità e la realtà che ci circonda. E il mondo ne è pieno. In "Stories" andiamo alla ricerca di queste storie insieme a Cecilia Sala, che ci racconterà gli Esteri attraverso i suoi protagonisti, alcuni molto famosi, altri ancora da scoprire. “Stories” non rimarrà in una stanza, vi porterà in trasferta con Cecilia per scoprire sul campo quello che succede nel mondo: i contesti, le crisi e le buone notizie. "Stories" è un podcast di Chora News prodotto da Chora Media E' scritto da Cecilia Sala La cura editoriale è di Simone Pieranni...

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Cecilia Sala – Chora Media

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27 oct. 2026

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Episoade

Ep.606: Una strage a Gaza ha cambiato le regole sugli ostaggi 04.09.2024

Basta raid militari per trovare e liberare gli ostaggi, se li volete dovete per forza trattare con noi: è la linea di Hamas, sancita dopo l’operazione israeliana a Nuseirat. Lì, tre mesi fa, Israele ha liberato alcuni ostaggi vivi, e ha compiuto uno strage di palestinesi. Nuseirat è stato uno spartiacque: lo hanno capito gli israeliani, in piazza in centinaia di migliaia per accusare Netanyahu di...

Ep.605: Un nazista vince in uno stato tedesco per la prima volta da Hitler 03.09.2024

Il leader dell’Afd in Turingia è Björn Höcke, un insegnante di storia con un’idea revisionista della Storia. Ha definito il monumento all’Olocausto di Berlino “una vergogna”. È stato multato per aver gridato da un palco il motto delle SA – la formazione paramilitare nazista che ha aiutato Hitler a prendersi la Germania. Ed è il primo nazista a vincere in un lander tedesco – la Turingia – dalla fin...

Ep.604: Pavel Durov non è chi pensate che sia 02.09.2024

Dal suo arresto in Francia, il fondatore di Telegram Pavel Durov è un caso politico internazionale e il protagonista di un grande equivoco: Durov non è né un eroe del free speech né una spia di Vladimir Putin. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: video “Pavel Durov of Telegram: WhatsApp Sucks” pubblicato sul canale Youtube TechCrunch il 24 settembre 2015; video “Telegram Creator on...

Ep.603: Il capo politico di Hamas ammazzato a Teheran 31.07.2024

Ismail Haniyeh era il capo politico di Hamas. Era l’uomo che, per conto del gruppo, partecipava ai negoziati per arrivare a un cessate il fuoco a Gaza e alla liberazione degli ostaggi. È il più importante leader di Hamas ucciso dal 7 ottobre. Questa mattina alle due è stato ucciso a Teheran, dove era stato invitato alla cerimonia per l’insediamento del nuovo presidente. Il fatto che sia stata la G...

Ep.602: L’amico dell’amico che ha inguaiato Jack Ma 30.07.2024

Xiao Jianhua era una lavatrice, prendeva soldi sporchi e li faceva diventare puliti. Oppure li faceva sparire e riapparire altrove. Oppure grazie alle sue relazioni sapeva investire in anticipo nel settore su cui il governo avrebbe puntato e dove da lì a poco sarebbero arrivati i guadagni. Investiva per tutti e in tutto, compreso Alibaba la mega azienda di Jack Ma. E quando Xiao Juanhua è finito n...

Ep.601: Da oggi l’Iran ha un nuovo presidente, diverso dai suoi predecessori 29.07.2024

Masoud Pezeshkian fa il cardiochirurgo, parla cinque lingue e ha studiato anche ad Harvard. Sua moglie, Fatmeh Majidi, è morta nel 1993 assieme al figlio più piccolo della coppia in un incidente d’auto. Sono passati trentuno anni e Pezeshkian non si è mai risposato. Ha cresciuto da solo una bambina che oggi è una chimica all’Università Sharif di Teheran ed è la sua consulente politica. Masoud Peze...

Ep.600: Hanno fregato il capitano delle balene 26.07.2024

Paul Watson è stato arrestato, è la conseguenza di un mandato di cattura internazionale chiesto dal governo del Giappone. Watson ha la barba bianca lunga, i capelli lunghi, per gioco indossa una divisa blu scuro con i bottoni dorati come quella del Capitano Nemo. La sua organizzazione, che naviga in tutto il mondo per salvare i cetacei e si chiama Sea Shepherd, ha le idee chiare: sono quarant’anni...

Ep.599: Il padre dell’internet russo finisce in un campo di lavoro 25.07.2024

Il “Kurkhatov” era l’istituto per eccellenza dei fisici nucleari russi: intitolato al creatore della prima bomba atomica, era il luogo dove si sviluppavano le armi più avanzati dell’Unione sovietica. Lì fa carriera Alexey Soldatov, un fisico che sa usare bene il computer e si occupa di telecomunicazioni. Lavora a un obiettivo, connettere il Kurchatov agli altri centri di ricerca sparsi in tutto il...

Ep.598: Kamala Harris e la Palestina 24.07.2024

Oggi Netanyahu parla al Congresso degli Stati Uniti, Kamala Harris doveva essere in prima fila di fronte a lui, invece ha preso un altro impegno, un evento in Indiana. Anche perché, dicono da Washington, in questo momento non vuole ritrovarsi una clip sui social network in cui lei sorride o applaude il primo ministro israeliano. Ella Emhoff chiama la vicepresidente degli Stati Uniti “momala” – un...

Ep.597: In Bangladesh vincono gli studenti 23.07.2024

Lo slogan di Nahid Islam è: “no alle quote, sì al merito!”. Islam ha 26 anni, è laureato in sociologia e detesta il sistema di assunzioni pubbliche del suo paese. Il Bangladesh garantiva un terzo dei posti di lavoro statali ai familiari di chi aveva combattuto per l’indipendenza del paese nel 1971. Islam è a capo dell’organizzazione “Studenti contro le discriminazioni”, il gruppo che ha fatto part...

Ep.596: La panchina è finita per Kamala Harris 22.07.2024

La vita del vicepresidente funziona spesso così: non succede niente, vivi nell’ombra, finché quasi all’improvviso non succede tutto assieme. Dopo la carriera da procuratrice, senatrice, vicepresidente, e dopo l’endorsement di Joe Biden ieri sera: Harris potrebbe diventare la prima presidente donna degli Stati Uniti. Nel weekend Biden ha guardato un po’ di sondaggi Harris vs Trump: la sua vicepresi...

Ep.595: Il matrimonio dell’anno 19.07.2024

I festeggiamenti sono durati quattro mesi, sono costati 150 milioni di dollari, hanno intrattenuto 14 mila invitati. Il matrimonio è quello di Anant Ambani e Radhika Merchant – lui è il figlio dell’uomo più ricco dell’Asia. Alla serata finale c’era Kim Kardashian, c’erano Tony Blair, John Kerry e John Cena. C’erano Mark Zuckerberg e Ivanka Trump. C’era Bill Gates. C’erano pure Gianni Infantino e M...

Ep.594: I sudcoreani che si rinchiudono nella “Happiness Factory” 18.07.2024

Jin Young-hae si è reclusa volontariamente in una cella della Happiness Factory dopo che, da tre anni, suo figlio ha smesso di uscire dalla propria stanza. Il figlio è un hikikomori, la madre Jin voleva provare un’esperienza simile a quella in cui è immerso lui – l’autoesclusione dal mondo – per vedere se dopo sarebbe riuscita a capirlo, a parlarci. Anche Kwon Yong-seok, un ex procuratore che lavo...

Ep.593: La Silicon Valley per Trump 17.07.2024

Peter Thiel è un uomo che ha già vissuto molte vite: ha fatto l’avvocato, lo speculatore a Wall Street, il geniaccio della Silicon Valley. Ha guidato PayPal e il suo carisma è tale che un po’ tutti quelli che hanno lavorato con lui o gli girano attorno fanno parte di una cupola chiamata “PayPal Mafia”. Elon Musk, uno dei fondatori della piattaforma per pagamenti online, ne fa parte di diritto. Nel...

Ep.592: Gli israeliani hanno fatto novanta morti per una foto 16.07.2024

I servizi segreti israeliani hanno trovato una cosa rara, una foto recente di Mohammed Deif, il capo militare di Hamas dentro alla Striscia di Gaza. Secondo i servizi Deif si trovava dentro una villa nell’area di al Mawasi, nel sud della Striscia. Arrivata la conferma, Netanyahu ha dato il via libera. I jet israeliani sono decollati e hanno sganciato cinque bombe da novecento chili ciascuna contro...

Ep.591: Il quasi martirio di Donald Trump e le sue conseguenze 15.07.2024

L’esito delle presidenziali americane stava per essere deciso da un proiettile, arrivato a poco più di un centimetro dal cranio di Donald Trump. A sparare un ragazzino di vent’anni, forse l’unico al mondo a non avere i social: figlio di un terapista e di una assistente sociale, registrato come repubblicano, ha sparato con un AR-15 e con indosso una maglietta di un canale YouTube per appassionati d...

Ep.590: Cos’è il “Project 2025” per Donald Trump 12.07.2024

Il “Project 2025” è stato redatto da un think tank conservatore molto influente, l’Heritage Foundation, che ha una proposta per il programma di governo del secondo mandato di Trump. Per capirci il “Project 2025” sembra scritto da un Vannacci iraniano, vuole depotenziare le istituzioni indipendenti e proibire anche i porno. Trump gli augura buona fortuna, per Biden “distruggerà l’America”. Gli inse...

Ep.589: Fatima e il confine: il verdetto 11.07.2024

Abu Bakar e Fatmata sono marito e moglie, hanno 24 e 23 anni, sono della Sierra Leone. Hanno percorso assieme seimila chilometri, il Mediterraneo con loro è stato clemente. I problemi sono arrivati dopo, a Gevgelija in Macedonia del Nord. Al confine un poliziotto di frontiera spara a Fatmata e la uccide. Secondo Abu Bakar il poliziotto ha sparato senza alcuna ragione se non quella di fermare il su...

Ep.588: Viktor Orbán fa “il gatto sotto metanfetamine” 10.07.2024

In una manciata di giorni Orbán è stato in Ucraina, in Cina, in Russia, a Washington per il vertice della Nato. Ha coniato un nuovo motto per l’Unione europea che ha fatto scandalo: MEGA – “Make Europe Great Again”, una riedizione adattata dello slogan trumpiano. Orbán si sente o si finge il presidente dell’Europa e non avvisa i presidenti veri – Ursula von der Leyen e Charles Michel – delle sue m...

Ep.587: Contro i turisti 09.07.2024

A Barcellona i turisti accaldati sulla Rambla guardano con attenzione un corteo di manifestanti: non capiscono subito che quel gruppetto di contestatori ce l’ha proprio con loro, vuole cacciarli e usa delle pistole ad acqua. Il troppo turismo non è una novità, ma in alcune parti di mondo ha vissuto un’impennata quando è finita la pandemia, quando si poteva di nuovo volare e viaggiare dopo un perio...

Ep.586: La festa della sinistra francese che lascia senza fiato i lepenisti 08.07.2024

Da una parte la festa della sinistra nelle piazze. Dall’altra la delusione della destra nel suo quartier generale. Due immagini a specchio che raccontano l’esito del secondo turno delle legislative francesi. In mezzo alla felicità e alla delusione, chi ostenta sicurezza è Jean Luc Mélenchon: “Macron deve, ha l’obbligo, di chiamarci per governare”. Proprio lui, che odia ed è odiato dal presidente,...

Ep.585: “Il nostro voto è per rovesciare”. Come vanno le elezioni in Iran 05.07.2024

L’establishment della Repubblica islamica aveva fatto un calcolo sulle elezioni di oggi: aveva ammesso alla corsa un candidato riformista debole, Pezeshkian, e avevano immaginato che una piccola apertura per rendere il voto più competitivo avrebbe aiutato l’affluenza – considerata la misura della legittimità del sistema – senza pregiudicare le possibilità di vincere del candidato preferito. Alla f...

Ep.584: Starmer nel Regno Unito dopo 14 anni di governi conservatori 04.07.2024

Il leader del Labour britannico, Keir Starmer, ha fatto sei settimane di campagna elettorale con un vantaggio di 20 punti percentuali rispetto al suo rivale, il premier conservatore Rishi Sunak. Starmer viene da una famiglia della working class, la madre malata da sempre gli ha insegnato a resistere, la carriera da avvocato gli ha insegnato a rispondere colpo su colpo, e a studiare i dettagli. E q...

Ep.583: La confessione di una spia e di un ministro sui prigionieri palestinesi 03.07.2024

Ronen Bar è il capo del servizio segreto interno in Israele. Ha il destino segnato, perché ha ammesso le sue colpe per l’attentato del 7 ottobre e si dimetterà alla fine della guerra: non ha molto da perdere. Bar ha spedito una lettera al primo ministro Netanyahu e al ministro suprematista della Sicurezza, Ben Gvir. Bar scrive che i prigionieri palestinesi sono tenuti in condizioni così brutali ch...

Ep.582: Erdoğan dichiara guerra a 4 milioni di cani 02.07.2024

La Turchia è l’unico paese al mondo dove i randagi hanno un diritto formalmente riconosciuto ad abitare le piazze e le strade. Già ai tempi dell’impero ottomano gli animali senza un padrone venivano considerati un bene pubblico. I cani di Istanbul fanno parte del paesaggio urbano da secoli: di solito sono di taglia media, marroni o caffelatte, con le orecchie a triangolo all’ingiù e gli occhioni n...

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