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Krisis è una rivista online italiana che analizza le dinamiche politiche globali, focalizzata sulle crisi internazionali. Offre un’informazione approfondita, indipendente e libera da pregiudizi, per comprendere i cambiamenti epocali che stanno ridefinendo l’ordine mondiale. Rifiutando gli schieramenti ideologici, Krisis si impegna a presentare una pluralità di punti di vista, affinché i lettori possano formarsi una propria opinione. Krisis è sostenuta da un comitato etico-scientifico composto da accademici, diplomatici e militari, che garantiscono la qualità e l’autorevolezza delle analisi. Vo...

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Jul 11, 2026

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Episodes

La guerra degli Usa contro l’Iran sta trascinando il mondo verso una depressione globale 13.05.2026

di Chris HedgesDalla vulnerabilità logistica ai costi sociali occulti, dal tramonto dell’impero al rischio deflattivo: il professor Wolff analizza come il blocco delle rotte commerciali nel Golfo Persico sta scardinando i mercati internazionali. Mentre la paralisi industriale e il caro energia gravano sulle famiglie, emerge la fragilità di un modello produttivo frammentato, che espone il pianeta a...

WannaCry, il prologo di una crisi che mette a rischio il sistema informatico globale 11.05.2026

di Giuseppe SpertiDallo choc di WannaCry nel 2017 al misterioso annuncio del Progetto Glasswing nel 2026, l’ecosistema digitale affronta il passaggio verso un nuovo ordine geopolitico. Al centro della trasformazione c’è Mythos, il modello di Anthropic capace di automatizzare la caccia alle vulnerabilità informatiche. Un progetto che ridefinisce il confine tra protezione delle infrastrutture critic...

Apologia della storia: non c’è pace senza memoria condivisa 08.05.2026

di Elisabetta BurbaIn questa rielaborazione giornalistica della conferenza tenuta a Banja Luka il 22 aprile scorso, la direttrice di Krisis analizza il problema della deformazione della memoria storica europea. Nell’anniversario della liberazione dell’Auschwitz dei Balcani, in Bosnia Elisabetta Burba ha indicato nel rigore della ricerca l’unica via per il superamento dei conflitti. A partire dalla...

Gli Stati Uniti cantano vittoria, ma avanzano verso la terza sconfitta 06.05.2026

di Emmanuel ToddIn quest’intervista allo «Asahi Shimbun», lo storico francese interpreta il tramonto dell’egemonia statunitense come esito di una crisi strutturale. La guerra appare come una fuga in avanti nel tentativo di compensare limiti industriali e geopolitici emersi nel confronto con Russia e Cina. Ne deriva, secondo Todd, una crescente instabilità dell’ordine internazionale. IN BREVETramon...

Turchia, potenza mineraria in fieri 04.05.2026

di Paola OttinoNel riposizionamento energetico europeo, la transizione verso le energie alternative si lega sempre di più ai minerali critici. In questo contesto, la Turchia emerge come un nodo geopolitico fondamentale, grazie alla sua collocazione nelle catene globali del valore e alla ricchezza del suo sottosuolo. Il giacimento di terre rare di Beylikova evidenzia tuttavia un limite strutturale:...

Sachs: «Dallo Scià a Trump, dalla Persia all’Iran: la lunga manu dell’Impero americano» 01.05.2026

di Jeffrey D. SachsIn un’intervista a Tucker Carlson, l’economista ricostruisce le radici dell’escalation con l’Iran: interventi diretti, operazioni coperte, sanzioni e guerre indirette. Le attuali ostilità, sostiene Jeffrey Sachs, sono invece alimentate dalla convergenza tra gli interessi petroliferi di Washington e la visione del governo di Netanyahu. Volta a ottenere la supremazia militare nell...

Droni low cost e propaganda: la guerra che mette in crisi l’Occidente 29.04.2026

di Francesco CosimatoL’impiego massiccio di droni economici sui campi di battaglia in Iran e in Ucraina sta trasformando un vantaggio tecnologico in un problema economico per l’Occidente. Tra saturazione dei cieli e nuove esigenze di comando, il generale smonta l’illusione delle guerre combattute solo dalle macchine, ribadendo la centralità del fattore umano. IN BREVEParadosso economico Il general...

Guerra permanente: l’Occidente tra propaganda e declino 27.04.2026

di Elena BasileMentre l’escalation si estende dall’Ucraina al Medio Oriente, il linguaggio della guerra entra stabilmente nel discorso pubblico. Per Elena Basile, i conflitti in corso non rispondono né a esigenze di sicurezza né alla difesa dei valori democratici, ma si inscrivono in una strategia volta a preservare il predominio dell’Occidente in un contesto di crisi sistemica. In questo quadro,...

Fazi: «Unione europea: il mercato come dogma, l’euro come fede» 24.04.2026

di Thomas FaziNella seconda parte della sintesi del suo ultimo saggio, Thomas Fazi descrive il declino della narrazione pacifista del Dopoguerra e l’affermazione di un modello di integrazione fondato su competitività e vincoli esterni. L’autore analizza come la moneta unica sia stata trasformata in un dispositivo teologico-politico, capace di imporre riforme strutturali attraverso una retorica del...

Quanto è grave il rallentamento della crescita cinese? 23.04.2026

di Branko MilanovicL’ex capo economista della Banca mondiale evidenzia come la recente decelerazione economica di Pechino sia un fenomeno del tutto fisiologico. Nonostante la frenata, il gigante asiatico resta nel decile superiore per sviluppo globale, superando ampiamente le performance previste per il suo livello di reddito. La dinamica suggerisce che l’eccezionalità del sistema potrebbe esaurir...

Iran: perché il numero di manifestanti morti continua a cambiare 20.04.2026

di Caitlin JohnstoneNel suo solito stile graffiante, Caitlin Johnstone sostiene che le cifre sulle vittime del regime iraniano sono gonfiate e incoerenti, perché prive di fonti affidabili. A suo avviso, questa oscillazione dimostra una narrazione propagandistica pro-guerra. Pur riconoscendo l’esistenza di migliaia di morti, Johnstone evidenzia tutte le discrepanze della narrazione mainstream. E ac...

L’attacco all’Iran rischia di far naufragare il sistema dei petrodollari 17.04.2026

di Giacomo GabelliniIl conflitto in Medio Oriente sta spingendo le monarchie del Golfo a tagliare gli investimenti negli Stati Uniti per finanziare la ricostruzione interna. L’inefficacia di Washington nel proteggere i propri alleati locali e il blocco iraniano dello Stretto di Hormuz compromettono la valuta statunitense. Con un debito verso i 40 trilioni di dollari, gli Usa vedono le banche centr...

«Trump non è la causa del declino occidentale: ne è l’effetto» 15.04.2026

di Elisabetta BurbaIl politologo che insegna alla American University di Washington analizza il tramonto del primato statunitense, leggendolo come un processo strutturale iniziato ben prima dell’insediamento di Donald Trump. Attraverso una prospettiva storica di lungo periodo, il professor Amitav Acharya, che è nato in India, tratteggia l’immagine di un sistema globale che torna a essere plurale e...

Unione Europea: come Bruxelles costruisce la propria legittimità 13.04.2026

di Thomas FaziNel suo ultimo saggio, di cui Krisis anticipa l’abstract, Thomas Fazi sostiene che l’Unione Europea compensa la sua cronica assenza di legittimità democratica attraverso narrazioni autocelebrative. Dalla pace del Dopoguerra ai cosiddetti «valori europei», tali narrazioni hanno contribuito a sacralizzare il progetto comunitario. Lungi dal colmare il vuoto di rappresentanza, la continu...

Dall’acqua ai fertilizzanti: in Medio Oriente il petrolio non è più tutto 10.04.2026

di Paola OttinoDai rincari record dell’urea agli attacchi informatici contro i dissalatori, la stabilità regionale non dipende più solo dal greggio, ma dalla tenuta delle catene logistiche e tecnologiche. Nel Medio Oriente segnato da crisi sistemiche, la sicurezza non riguarda più il solo possesso di materie prime, ma la protezione dei flussi globali. Quando le rotte marittime si bloccano, l’insta...

Come l’Iran racconta la vittoria contro Trump (in stile Lego) 08.04.2026

di Elisabetta BurbaDopo che il presidente degli Stati Uniti ha accettato di trattare sul piano di pace proposto dalla Repubblica islamica, un video animato ha sintetizzato lo scontro Usa-Iran: Washington cede, Teheran trionfa. Più che propaganda, emerge un linguaggio digitale inedito, fatto di ironia, ritmo pop e narrazione lineare. La strategia dei Guardiani della Rivoluzione punta a coinvolgere...

Dai video virali alla guerra dell’informazione: dentro la macchina comunicativa iraniana 06.04.2026

di Maria PappiniTra clip in stile Lego e campagne sulle piattaforme social, l’Iran sta ridefinendo le proprie strategie di comunicazione. Non più semplice propaganda, ma una macchina narrativa che combina intelligenza artificiale, immaginario religioso e apparato militare, proiettandosi nello spazio globale della guerra dell’informazione. Krisis ne ha parlato con Pierluigi Franco, già corrisponden...

Todd: «Occidente: la guerra come unico orizzonte?» 03.04.2026

di Emmanuel ToddNel nuovo disordine mondiale descritto da Emmanuel Todd, l’Europa ha perso la sua vocazione pluralista ed è diventata un sistema gerarchico dominato dalla Germania e allineato agli Stati Uniti. Da qui derivano una crescente omologazione delle opinioni, un’impennata della russofobia e una deriva bellicista sempre più marcata. Sullo sfondo, una frattura tra Paesi cattolici e protesta...

Chris Hedges: «Trump non ha anima» 01.04.2026

di Chris Hedges«Trump è pericoloso soprattutto perché è privo di quegli attributi fondamentali di empatia e comprensione che definiscono l’anima umana». L’ex giornalista del New York Times Chris Hedges interpreta la figura del presidente degli Stati Uniti come espressione di una più ampia crisi morale. L’assenza di compassione, il narcisismo e la perdita del senso del limite diventano categorie po...

Nakba 1948: i campi di prigionia che incrinano la tesi della «fuga volontaria» 30.03.2026

di Camilla GommaraschiUn’inchiesta di Haaretz, basata su documenti d’archivio scoperti di recente, svela come nel 1948 l’esodo palestinese fu un piano deliberato. Ma studi precedenti hanno aggiunto un altro elemento a sostegno della tesi secondo cui le partenze furono obbligate: i campi d’internamento per palestinesi allestiti da Israele durante la guerra. Ingranaggi essenziali della Nakba, serviv...

Petrolio: gli otto colli di bottiglia che mettono a rischio i mercati 27.03.2026

di Paola OttinoL’attacco all’Iran ha acceso i riflettori su Hormuz, il punto con la massima concentrazione di rischio geopolitico al mondo. Ma non è l’unico snodo cruciale per la stabilità economica internazionale. In tutto sono otto i passaggi obbligati da cui dipende il commercio marittimo globale. I cosiddetti resource chokepoint rappresentano il tallone d’Achille della globalizzazione. Larghi...

Lo smartphone come anello del potere: l’Iran oltre la nebbia di guerra 25.03.2026

di Francesco CosimatoIn un’epoca in cui il cellulare è diventato uno strumento di dominio, il flusso digitale plasma la percezione pubblica molto più dei dati oggettivi. L’attacco di Washington e Tel Aviv a Teheran viene narrato come una marcia trionfale. Eppure il fumo mediatico cela una verità ben diversa: arsenali tattici in difficoltà, blocco strategico delle rotte petrolifere, bollette alle s...

Israele: il declino del sionismo laico e l’ascesa della guerra metafisica 23.03.2026

di Elisabetta BurbaDalla Bibbia come «atto di proprietà» evocato da Ben Gurion al suo utilizzo come guida metafisica da parte di Netanyahu, il sionismo israeliano ha attraversato una profonda metamorfosi. Nato come progetto laico e politico con Herzl, il movimento si è progressivamente intrecciato con correnti religiose e messianiche, soprattutto dopo il 1967. Oggi il richiamo alle Scritture non a...

La lezione di Suez per Hormuz: quando la forza militare non basta 20.03.2026

di Luigi Bruti LiberatiLo storico rilegge la crisi di Suez alla luce delle tensioni nel Golfo persico. Il conflitto del 1956 sancì il tramonto della mentalità imperiale, dimostrando l’impossibilità di garantire la sicurezza delle arterie vitali del commercio con la sola forza militare. E decretò la fine dell’Impero britannico. In quella «guerra piccola e assurda», l’illusione di Anthony Eden di po...

Todd: «L’America ha abbandonato la democrazia ed è diventata un impero del terrore» 18.03.2026

di Emmanuel ToddSecondo Todd, gli Stati Uniti hanno rinunciato al modello democratico-liberale per trasformarsi in un sistema imperiale mosso da un’irrazionale ebbrezza per la violenza. Parallelamente, l’Iran mostra una inaspettata capacità di resistenza. Todd spiega che il Paese sciita è radicalmente diverso dal mondo arabo sunnita incentrato sui clan. La forza di Teheran non risiede nel clero, m...

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